Farmacognosia – Concetti e nozioni base


Cos’è la FARMACOGNOSIA?

La farmacognosia è una branca della farmacologia, ed ha lo scopo di descrivere le droghe vegetali dotate di proprietà farmacoterapeutiche. Le droghe vegetali non sono altro che parti di pianta che, opportunamente preparate e conservate, forniscono sostanze utili in terapia.

La farmacognosia (letteralmente “conoscenza del farmaco/veleno”) si basa sul riconoscimento e sulla descrizione dei “farmaci naturali”. Il riconoscimento permette appunto di distinguere la droga e la fonte della droga stessa, mentre la descrizione permette di definire droga, pianta e principi attivi, e le preparazioni derivanti.

All’interno della farmacognosia ritroviamo la farmacologia (studio dell’efficacia e della sicurezza dei p.a.), la botanica, la farmacognosia descrittiva, la fitochimica (conoscenza dell’esatta composizione chimica e vie metaboliche), e la farmacoergasia (modalità di raccolta, preparazione e conservazione).

Pianta medicinale

Una pianta medicinale è una pianta utile in terapia.

Pianta officinale

E’ una pianta utile in campo farmaceutico, cosmetico, industriale e/o liquoristico.

Droga

Porzione di pianta che fornisce le sostanze farmacologicamente attive, dette principi attivi. Le droghe possono essere commercializzate come tali, oppure lavorate, essiccate, triturate, polverizzate, ecc..
Le droghe possono essere divise in:

  • Droghe organizzate: ad es. una struttura/organo della pianta (es. radici o fiori)
  • Droghe non organizzate: ad es. un secreto della pianta, o un estratto di alcuni tessuti, come lattice/latice, succo, essudato, balsamo, olio essenziale, ecc..

La pianta intera può essere essa stessa la droga.

Un farmaco è un prodotto puro, finito, dotato di proprietà farmacologiche.

Il principio attivo è la molecola responsabile dell’attività farmacologica della droga (o del farmaco). I principi attivi possono essere 1) estratti da una droga, 2) sintetizzati in laboratorio, oppure 3) ricavati da colture cellulari.

La maggior parte delle volte, i p.a. sono metaboliti secondari (poco più avanti vedremo cosa significa), e possono servire alla pianta per:

  • Proteggersi da agenti dannosi, come radiazioni, luce, temperatura, o da batteri, virus e funghi;
  • Riparare lesioni;
  • Attirare impollinatori o altri animali coinvolti nella dispersione dei semi;
  • Allelopatia, ovvero competizione tra diverse specie.

L’insieme di tutte le sostanze funzionali, e che quindi influenzano la farmacodinamica e la farmacocinetica della droga, è detto fitocomplesso. Nel fitocomplesso troviamo quindi TUTTE le sostanze contenute nella droga (le possiamo distinguere in 6 gruppi):

  • Sostanza attiva principale, responsabile primaria dell’effetto terapeutico;
  • Sostanze attive complementari, che affiancano la principale;
  • Sostanze NON attive complementari, che influenzano la farmacocinetica delle sostanze attive ( tannini che rallentano l’assorbimento del p.a.);
  • Sostanze NON attive indifferenti, ovvero che non hanno effetti di rilievo, e che potremmo quindi definire “inerti”;
  • Sostanze NON attive indesiderate, che possono cioè causare reazioni indesiderate o alterare il p.a. e la sua attività farmacologica;
  • Sostanze di sostegno dei vegetali: sono sostanze appunto con la funzione di sostegno, ad la cellulosa e la lignina.

Le droghe sono spesso classificate in base alla struttura chimica, dalla quale, nella maggior parte dei casi, dipendono le proprietà terapeutiche (otteniamo così 6 gruppi):

  • Droghe a carboidrati;
  • Droghe a lipidi;
  • Droghe a terpeni;
  • Droghe a glicosidi;
  • Droghe a polifenoli;
  • Droghe ad alcaloidi.

UTILIZZO DEI PRODOTTI VEGETALI

Negli ultimi anni si è registrato un notevole incremento nell’utilizzo di medicinali di origine naturale (+25%/anno), soprattutto come conseguenza di una crescente sfiducia nei confronti della medicina tradizionale.

In realtà, esattamente come i medicinali di sintesi, quelli naturali presentano importanti problematiche, come:

  • Scarsa e difficile farmacovigilanza: spesso chi assume prodotti naturali non crede che alcune reazioni avverse possano essere state causate da questi; inoltre, spesso molti pazienti assumono droghe vegetali assieme ad altri medicinali, senza informare il medico, e si verificano reazioni avverse da interazione (70% dei casi).
  • Le droghe vegetali possono esser contaminate da 1) sostanze vegetali tossiche, 2) metalli pesanti, 3) pesticidi, ecc..
  • Interazioni importanti con medicinali “ordinari”.

D’altra parte, le piante giocano un ruolo fondamentale anche nella medicina moderna:

  1. Forniscono importanti composti difficili (o impossibili) da sintetizzare in altra maniera;
  2. Forniscono prodotti di base che possono essere modificati per renderli più efficaci e meno tossici;
  3. Forniscono prototipi per medicinali di sintesi;
  4. Forniscono composti di partenza che possono essere modificati per ottenere composti dalla spiccata attività terapeutica.

PIANTE SPONTANEE e PIANTE COLTIVATE

Le piante coltivate presentano numerosi vantaggi rispetto alle piante spontanee:

  • Maggior reperibilità rispetto alle piante spontanee, soprattutto in relazione al crescente impiego di droghe vegetali;
  • Raccolta più semplice e rapida, grazie alla coltivazione di piante uguali/simili sullo stesso terreno;
  • Possibilità di coltivare piante ormai rare allo stato spontaneo;
  • Possibilità di selezionare particolari specie/varietà di piante, per ottenere le migliori;
  • Controllare le condizioni ambientali, e di conseguenza il contenuto in p.a. della droga.

Inoltre per le piante spontanee occorre seguire un preciso calendario di raccolta, ad es.: foglie a completo sviluppo, radici e rizomi durante la fase di quiescenza, fiori prima della completa fioritura, cortecce a completo sviluppo, frutti appena maturi e semi a maturità piena.