Droghe Contenenti Terpeni


DROGHE CONTENENTI TERPENI

I Terpeni (o terpenoidi, o isoprenoidi) sono presenti nelle piante aromatiche, ricche cioè di oli essenziali. Nascono dalla ripetizione di più unità di isoprene; infatti possiamo avere:

  • Monoterpeni (2 unità di isoprene, 10 atomi di C);
  • Sesquiterpeni (3 unità, 15 C);
  • Diterpeni (4 unità, 20 C);
  • Triterpeni (6 unità, 30 C);
  • Tetraterpeni o carotenoici (8 unità);
  • Poliisopreni, ecc..

Alcune strutture possono nascere dall’insieme di strutture isopreniche e non (es. tocoferoli, chinina, alcaloidi della segale cornuta, ecc..).

I monoterpeni sono sostanze volatili di odore intenso; assieme ai sesquiterpeni sono i principali componenti degli oli essenziali. Sono responsabili della fragranza della maggior parte delle piante aromatiche. Il loro scopo fisiologico è quello di proteggere la pianta (da insetti ed infezioni), favorire l’impollinazione, e limitare la crescita di piante competitrici. Sono solitamente collocati in corrispondenza di speciali strutture, come peli secretori o tasche secretrici. In campo terapeutico possono avere molte proprietà, che vedremo poco più avanti.

I diterpeni sono poco usati in campo terapeutico; la maggior parte di loro sono molto tossici, e le piante che li contengono sono pericolosi per uomo ed animali. Fisiologicamente potrebbero aiutare a limitare la perdita d’acqua, e contribuire a proteggere la stessa.

I triterpeni sono impiegati nella cura di patologie respiratorie, nervose e del tratto gastrointestinale.

Gli oli essenziali sono facilmente assorbiti; tuttavia, essendo lipofili, possono degradare i legami idrogeno presenti nello strato corneo, aumentando la permeabilità cellulare e quindi l’assorbimento di altre sostanze; molti oli sono irritanti, e per questo sono solitamente diluiti preventivamente in un olio fisso (ad es. olio di mandorle dolci).

Sono ottenuti mediante distillazione semplice, o distillazione in corrente di vapore, o mediante spremitura o trattamento con appositi solventi. Alcuni, particolarmente irritanti, devono essere purificati mediante distillazione frazionata. Alcune essenze vengono deterpenate per renderle più stabili; inoltre, le essenze deterpenate hanno un maggior potere battericida.

 

Di seguito vediamo le attività fondamentali e proprietà farmacologiche delle droghe ad oli essenziali (essenze):

  • Azione espettorante;
  • Azione antibatterica, anche nei confronti di alcuni batteri resistenti, come Pseudomonas e Klebsiellae; l’azione antibatterica è data essenzialmente da 2 meccanismi: 1) alterazione della permeabilità di membrana, che porta la cellula batterica alla perdita di sostanze vitali; 2) deterioramento dei sistemi enzimatici della cellula batterica;
  • Attività antisettica, ed antimicotica di alcuni oli essenziali;
  • Azione antivirale, ad esempio come preventivo nei confronti di Herpes simplex: inattivano le particelle vitali impedendone l’assorbimento da parte delle cellule ospiti.
  • Azione antiossidante;
  • Azione spasmolitica; molti oli riducono le contrazioni intestinali;
  • Aumento della secrezione gastrica, e facilitazione della digestione (utili nella dispepsia);
  • Azione transdermica; come abbiamo detto, causano un aumento della permeabilità di membrana, 1) facilitando l’assorbimento ed il trasporto di sostanze attraverso la cute, 2) favoriscono il flusso sanguigno capillare (utile in caso di strappi, distorsioni), 3) fungono da irritanti e stimolano la mucosa bronchiale (azione espettorante, vista sopra).
  • Azione antitumorale: diversi studi hanno evidenziato proprietà antitumorali degli oli essenziali e dei monoterpeni, sia da un punto di vista della chemioprevenzione, che della chemioterapia, con inibizione della proliferazione della cellula tumorale.

Alcuni oli essenziali sono tossici; è nota infatti la neurotossicità del tujone (salvia, assenzio), o del pinocamfone (issopo). Altri oli a dosi elevate sono ugualmente tossici.

Vediamo le principali droghe contenenti oli essenziali:

  • Lavanda: (fiori di Lavandula angustifolia); linalolo, limonene, cineolo; azione sedativa e spasmolitica, utile nelle affezioni gastrointestinali, anche di natura ansiogena;
  • Origano: (fiori di Origanum vulgare); contiene timolo e carvacrolo; impiegato come spezia, è utile nei disturbi digestivi; è rinfrescante ed antipruriginoso per uso esterno.
  • Menta: (foglie di Menta piperita); contiene principalmente il mentolo; ha azione antibatterica, antisettica, antivirale, antitumorale, spasmolitica, antiinfiammatoria; è antipruriginosa e rinfrescante per uso topico.
  • Eucalipto: (foglie dei rami adulti di Eucaliptus globulus) contiene principalmente eucaliptolo, ma anche cineolo, pinene, canfora, limonene; è antisettico, balsamico, espettorante;
  • Assenzio: (foglie e fiori di Arthemisia absinthum); olio riccon in alfa e beta tujone, tujolo, ed altri monoterpeni e sesquiterpeni; è una droga stimolante e tonica, usata anche in ambito liquoristico; la presenza di tujoni la rende tossica ed epilettogena.
  • Curcuma: (rizoma di Curcuma longa); contiene monoterpeni e sesquiterpeni come zingiberene; sono presenti anche lignani, che prendono il nome di curcomoidi (curcumina); nel complesso è una droga antiinfiammatoria, coleretica/colagoga, epatoprotettrice, antiulcera e citoprotettiva.
  • Melissa: (foglie di Melissa officinalis); contiene citronellale e citrale, con proprietà antibatteriche, antimicotiche e spasmolitiche; è una droga utile anche per prendere sonno, e per disturbi gastrointestinali in genere.
  • Zenzero: (rizomi di Zingiber officinale), contiene gingeroli e zingiberene; è una droga utile soprattutto per disturbi gastrointestinali, come dispepsia, flatulenza, nausea, vomito, diarrea, spasmi, ecc..; è impiegata anche nel raffreddore e nell’infulenza.
  • Camomilla: (capolini di Matricaria recutita o altre); contiene principalmente alfa-bisabololo e camazulene; è una droga carminativa, spasmolitica, sedativa, antiinfiammatoria, e antibatterica ed antifungina.
  • Tanaceto: (fiori di Tanacetum parthenium), contiene partenolide ed altri; è utile nell’emicrania, per via della sua attività antiinfiammatoria; inibisce l’attivazione del NFkB, la degranulazione dei leucociti, e la liberazione di serotonina da parte delle piastrine attivate.
  • Valeriana: (organi sotterranei di Valeriana officinalis); il componente preminente è l’acido valerenico; è usata per disturbi d’ansia e del sonno; è infatti un deprimente del SNC, ed agisce a livello del GABA, stimolandone il rilascio ed inibendone il re-uptake e catabolismo.