Barbiturici


BARBITURICI

STRUTTURA

Sono derivati dell’acido barbiturico (malonilurea).

FARMACODINAMICA

I barbiturici deprimono l’attività di tutti i tessuti eccitabili. In particolare, il SNC risente particolarmente della loro azione.

Sono in grado di produrre tutti i gradi di depressione del SNC, sino all’anestesia generale.

EFFETTO ANSIOLITICO

Non sono farmaci di prima scelta per il trattamento dell’ansia; l’effetto ansiolitico si manifesta a dosi 2-8 volte inferiori a quelle ipnotiche.

EFFETTO EUFORIZZANTE

Il massimo effetto euforizzante dei barbiturici è paragonabile a quello della morfina.

EFFETTO IPERALGESIZZANTE

A piccole dosi risultano iperalgesici.

EFFETTO IPNOTICO

Diminuisce la latenza del sonno e riduce i risvegli. Prolunga la fase 2, abbrevia le fasi 3 e 4, e diminuisce marcatamente la fase REM. Il sonno tuttavia non è ristoratore. Con il tempo tende a svilupparsi tolleranza nei confronti dell’effetto ipnotico; nel giro di 2 settimane l’effetto può ridursi del 50%.

EFFETTO ANESTETICO GENERALE

Come anestetico viene utilizzato il tiopentale (Penthotal), somministrato rigorosamente per via endovenosa. Ha effetto immediato, che termina nel giro di 20-30 minuti, per ridistribuzione in tessuti extracerebrali.

EFFETTO ANTICONVULSIVANTE

Il miglior effetto anticonvulsivante è dato da barbiturici con sostituente fenolico, come nel caso del fenobarbital. Quest’ultimo svolge azione anticonvulsivante anche a dosi inferiori a quelle ipnotiche. A dosi tossiche, i barbiturici hanno effetto deprimente sulla muscolatura scheletrica, liscia e cardiaca.

MECCANISMO D’AZIONE

I barbiturici agiscono sul recettore GABAA per il GABA, e prolungano l’attivazione del canale per il Cloro aumentandone la conduttanza anche in assenza di GABA. I barbiturici non spostano le benzodiazepine dal loro sito di legame con i recettori GABAA.

FARMACOCINETICA

Il fenobarbital viene somministrato per via orale, mentre il tiopentale/pentobarbital va assolutamente somministrato per via endovenosa e non intramuscolare.

I barbiturici liposolubili si ridistribuiscono nel SNC in soli 30 secondi circa. Entro 30min raggiungono gli altri tessuti.

Barbiturici più liposolubili sono eliminati in gran parte mediante metabolismo epatico, mentre quelli più idrosolubili sono eliminati principalmente attraverso le urine. Ad esempio il fenobarbital, liposolubile, è eliminato solo per il 25% attraverso le urine.

INTOSSICAZIONE ACUTA

Un’intossicazione da barbiturici può avvenire in caso di:

  • tentato suicidio

  • intossicazione accidentale

  • automatismo farmacologico

L’intossicazione è caratterizzata da:

  • stato comatoso

  • respiro lento, o veloce ma non profondo

  • marcata diminuzione della pressione sanguigna

  • complicazioni polmonari (edema, broncopolmonite)

Nel trattare un’intossicazione:

  • si esegue una lavanda gastrica entro 24 ore assieme ad un purgante salino

  • si controlla la respirazione, se necessario effettuare ventilazione meccanica

  • si sostiene la pressione sanguigna con dopamina

  • si accelera l’eliminazione renale del barbiturico alcalinizzando le urine; se necessario di esegue un’emodialisi

ABUSO E TOSSICODIPENDENZA

Un abuso di barbiturici può verificarsi:

  • in caso di tossicodipendenza (da oppiacei) od alcolismo; i barbiturici hanno effetti euforizzanti maggiori delle benzodiazepine;

  • può verificarsi poiché vi è un rischio di farmacodipendenza maggiore rispetto alle benzodiazepine.

La sindrome di astinenza è simile a quella descritta parlando delle benzodiazepine.

USI TERAPEUTICI

Attualmente sono in uso:

  • PENTOBARBITAL/TIOPENTALE come anestetico generale;

  • FENOBARBITAL come antiepilettico nel trattamento di accessi parziali ed accessi tonico-clonici generalizzati.