Appunti Corso “Cosmeceutici di Origine Vegetale”


COSMECEUTICI DI ORIGINE VEGETALE

COSMETICI: sono preparazioni/sostanze che vengono applicate sulle superfici esterne del corpo (epidermide, peli, capelli, labbra, unghie), nella bocca, nelle mucose e sugli organi genitali esterni. I cosmetici non hanno funzioni terapeutiche, hanno altresì lo scopo di pulire, proteggere, migliorare l’aspetto, profumare le superfici sulle quali vengono applicate.

I COSMECEUTICI, invece, sebbene non riconosciuti con tale termine dalla FU, sono prodotti della cosmesi posti in una zona “limite” tra farmaco e cosmetico; questi infatti possiedono principi attivi, di origine naturale o sintetica, presenti ovviamente in quantità inferiori rispetto ad un medicinale, ma con una funzionalità simil-farmaco. I cosmeceutici rappresenterebbero quindi una valida evoluzione agli ordinari prodotti cosmetici, in quanto capaci di veicolare ingredienti biologicamente attivi. Sono solitamente privi di effetti collaterali. Tra i requisiti di un cosmeceutico abbiamo principalmente l’efficacia: deve agire mediante un meccanismo biochimico definito e si deve poter dimostrare l’efficacia vantata.

I principi attivi vegetali possono essere estratti secondo diverse tecniche:

  • macerazione: la droga viene tenuta in contatto con un solvente a temperatura ambiente; ottima per sostanze termolabili; ridotto potere estrattivo;
  • digestione: la droga viene lasciata in contatto con un solvente per un tempo variabile, di solito 24h, ad una temperatura che va dai 35° ai 65°C; potere estrattivo migliore della tecnica precedente; non adatta a sostanze termolabili;
  • infusione: il liquido estrattivo viene posto sulla droga, a temperatura di ebollizione;
  • decozione: la droga viene fatta bollire assieme al liquido estrattivo, anche fino a 30′;
  • percolazione: la droga è inserita in un percolatore, e qui pressata assieme al solvente per circa 24-48h;
  • tecniche di distillazione, ecc..

GLI OLI ESSENZIALI

Un olio essenziale è il prodotto della distillazione di alcune componenti di una pianta, e sono principalmente costituiti da mono- e sesqui- terpenoidi, fenoli semplici e fenil propanoidi, volatilizzabili in corrente di vapore.

Gli oli essenziali vengono assorbiti dall’organismo secondo meccanismi simili, e mediante diverse vie: pelle, ingestione, inalazione (…); i loro componenti hanno basso peso molecolare, sono lipofili (caratteristica fondamentale per l’attraversamento di membrane cellulari), e volatili a temperatura ambiente.

Alcuni principi sono sensibili a dati fattori, e possono andare incontro a degradazione; per questo solitamente si utilizzano i nanocarriers, per migliorare la stabilità dei componenti gli oli essenziali; inoltre possono modificarne lo stato, l’odore, ed altre caratteristiche, non solo organolettiche, ma anche funzionali.

Agenti di Trasporto dei Principi Attivi

  • micro- e nano- particelle: di natura polimerica, veicolano i principi attivi;
  • liposomi: vescicole fornite di un doppio (o più) strato fosfolipidico, per il trasporto di principi attivi sia idrofobici che idrofilici;
  • micro- e nano- emulsioni; sono sistemi liquidi dispersi, sempre con funzione di trasporto;
  • cubosomi: nanoparticelle costituite da una fase liquida cristallina a forma cubica; da un punto di vista reologico si comportano come composti solidi;
  • etosomi: vescicole deformabili formate da fosfolipidi di soia.

LA PELLE, o CUTE

La pelle è costituita da epidermide, lo strato più esterno e non vascolarizzato, e derma. I cheratinociti rappresentano la tipologia di cellula di riferimento per l’epidermide; i cheratocini morti (i cheratinociti hanno un ciclo vitale di circa 2-4 settimane), situati sulla superficie esterna dell’epidermide, costituiscono lo strato corneo, e formano la cosiddetta cheratina, una proteina ricca di zolfo, molto stabile e resistente. Il derma è formato invece da fibroblasti, mastociti e macrofagi; vi ritroviamo leucociti, linfociti, ma anche acqua, elettroliti, glicoproteine, proteoglicani, solforati e non, i quali conferiscono viscosità e densità. Tra questi, il principale proteoglicano non solforato è l’acido ialuronico; una mancanza di quest’ultimo favorisce l’invecchiamento cutaneo.

La pigmentazione cutanea è garantita dalla melatonina, prodotta a partire dalla tirosina, nei melanociti, nella parte basale dell’epidermide. Più la melanina è concentrata, più la pelle apparirà scura.

L’ACNE

Per ACNE intendiamo un insieme di patologie cutanee, delle quali la più diffusa è l’acne vulgaris (o acne giovanile). Questa è caratterizzata da formazioni cutanee di varia natura, come brufoli, punti neri, pustole, comedoni, ecc.., causati da una iperproduzione di sebo.

Nell’acne le ghiandole sebacee dei follicoli pilosebacei procucono più sebo del normale, e questo comporta un ostruzione del poro, e un aspetto sgradevole della pelle, che risulta lucida, untuosa. A partire da questa condizione possono verificarsi evoluzioni della patologia differenti, con formazioni cotanee anche più gravi, come noduli, pustole e comedoni.

Le cause possono essere differenti:

  • batteriche: il propionibacterium acnes è il principale batterio responsabile;
  • stress;
  • alimentazione;
  • farmaci;
  • alterazioni endocrine (ormoni androgeni).

ESTRATTI VEGETALI NEL TRATTAMENTO TOPICO DELL’ACNE

  • SERENOA REPENS (SAW PALMETTO): contiene fitosteroli, inibisce il 5-alfa-reduttasi, enzima coinvolto nel metabolismo del testosterone;
  • CAMELLIA SINENSIS (TE’ VERDE): le catechine modulano l’attività degli androgeni, i tannini hanno funzione astringente; grazie ai tanshinoni (come la salvia cinese) ha attività antibatterica;
  • GLYCYNE SOYA (SOIA): contiene isoflavoni con funzione seboregolatrice;
  • ARCTIUM LAPPA (BARDANA) e BETULA PENDULA (BETULLA): contengono tannini, con funzione astringente;
  • SALIX ALBA (SALICE): glucosidi salicilici, che per idrolisi formano alcol salicilico e salicilati; l’alcol salicilico è ossidato ad acido salicilico, con forte attività cheratolitica;
  • il TEA TREE OIL ha funzioni antisettiche ed antimicrobiche grazie a diversi monoterpeni ossigenati;
  • gli ALFA-IDROSSIACIDI hanno funzione esfoliante; tra questi abbiamo il glicolico (dalla canna da zucchero) ed il malico (dalle mele);
  • MAGNOLIA GRANDIFLORA (MAGNOLIA): grazie al magnololo ed all’onokiolo ha dimostrato spiccata attività antibatterica;
  • ECKLONIA KUROME (ALGA BRUNA GIAPPONESE): contiene florotannini e fucoidani, ad attività antibatterica;

Piante ad azione infiammatoria della zona acneica sono: la viola del pensiero, la liquirizia, l’iperico, la camomilla e l’aloe.

LA CELLULITE

La lipidistrofia ginoide, volgarmente cellulite (che letteralmente significherebbe “Infiammazione delle cellule”), è una degenerazione dell’ipoderma, principalmente del tessuto adiposo; è causata da non corretta circolazione e disomogenea ipertrofia del tessuto adiposo, che porta a ritenzione idrica e ristagno di liquidi negli spazi interstiziali. Si ha infiltrazione di grasso, linfa, acqua, sali, siero, materiali, di rifiuto. Tra le cause abbiamo: fattori genetici, ormonali, emotivi (stess in senso generico), alimentazione, disturbi epatici e digestivi, ecc..

I principi utilizzati per il trattamento della lipidistrofia ginoide agiscono operando drenaggio dei liquidi, riduzione dell’accumulo di grassi, e favorimento della circolazione sanguigna.

PRINCIPI ATTIVI AD AZIONE COADIUVANTE ANTICELLULITICA

  • I FITOESTROGENI favoriscono la circolazione ed il drenaggio, e riducono la formazione di nuovi adipociti;
  • QUERCIA MARINA (FUCUS VESICULOSUS), è un’alga bruna; il suo contenuto in iodio stimola, mediante la tiroide, il metabolismo cutaneo;
  • l’EDERA (HEDERA HELIX) contiene saponine triterpeniche (ederina) con azione vasocostrittrice; pertanto dovrebbe favorire il riassorbimento lipidico;
  • anche l’IPPOCASTANO (AESCULUS HIPPOCASTANUM) possiede delle saponine triterpeniche (escina) che regolano la permeabilità capillare;
  • dalla CENTELLA (CENTELLA ASIATICA): otteniamo saponine triterpeniche ed acidi triterpenici che favoriscono la funzione capillare;
  • il PUNGITOPO o RUSCO (RUSCUS ACULEATUS) contiene le ruscogenine, dalla struttura simile ai corticoidi; similmente al cortisone sono dotate di proprietà antinfiammatoria e vasocostrittrice;
  • il CAFFE’ (COFFEA ARABICA) ed il CACAO (THEOBROMA CACAO) contengono caffeina, un alcaloide xantinico, presente anche nel tè, nel matè, nel guaranà; la caffeina stimola la distruzione del grasso, agendo sull’enzima trigliceridi lipasi, che promuove la degradazione di trigliceridi a glicerolo ed acidi grassi; inoltre stimola la lipolisi stimolando i recettori beta-adrenergici;
  • nella RUTA (RUTA GRAVEOLENS) e nel GRANO SARACENO (FAGOPYRUM ESCULENTUM) troviamo la rutina, un glucoside flavonoide ad azione antiadipogenetiche e proprietà rinforzanti i capillari;
  • il GINKGO (GINKGO BILOBA) contiene flavonoidi con effetto vasocinetico e lipolitico; hanno anche attività anti-ialuronidasi, ossia ostacolano la demolizione dell’acido ialuronico;
  • l’OLMARIA o BARBA DI CAPRA contiene flavonoidi (spireosine) con funzione drenante;
  • la BETULLA (BETULA PENDULA) contiene flavonoidi con funzione drenante;
  • dalla BOSWELLIA SERRATA ricaviamo l’incenso od olibano; dalla sua resina otteniamo acidi triterpenici pentaciclici, derivati dell’acido boswellico; questo ed i suoi derivati hanno attività antinfiammatoria, quindi utili per alleviare il quadro logistico sottocutaneo in caso di cellulite; inibiscono inoltre la sintesi dei leucotrieni interagendo con l’enzima 5-lipossigenasi.
  • Il gambo dell’ANANAS (ANANAS SATIVUS) contiene bromelina, miscela di almeno 8 componenti appartenenti al gruppo delle proteasi, ossia enzimi che catabolizzano le proteine; la bromelina ha attività antinfiammatoria, aumentando la produzione di prostaglandine;
  • alcuni AGRUMI, come il limone, l’arancio ed il pompelmo, contengono citroflavonoidi (esperidina, naringina) e bioflavonoidi, con la capacità di rinforzare i capillari e regolarne la capillarità;

Ricordiamo inoltre alcune piante che, seppure non abbiano attività mirata nei confronti della cellulite, avendo effetti utili nei confronti di questa, specialmente in sinergia con altri, meritano menzione; tra queste il tarassaco, l’equiseto, la gramigna hanno funzione drenante, mentre mirtillo e cappero riattivano la circolazione.

INFIAMMAZIONE

I processi infiammatori verso i quali sono diretti i cosmeceutici derivano da lesioni (di cause differenti) a livello dei tessuti esterni, e si manifestano con calore, rossore, gonfiore e dolore. Il calore ed il rossore sono dovuti ad una variazione del microcircolo, con dilatazione dei piccoli vasi, ed il gonfiore è causato dal trasudamento di liquido, ricco in proteine, dal plasma al tessuto.

Alla base del processo infiammatorio abbiamo la cosiddetta “cascata arachidonica”, in cui i metaboliti dell’acido arachidonico, gli eicosanoidi, per azione di due enzimi, la ciclossigenasi e la lipossigenasi, producono nuove sostanze, dall’attività infiammatoria: le prostaglandine ed i leucotrieni. Gli antinfiammatori tentano di agire su questo processo.

I prodotti dermatologici che agiscono sulla cascata arachidonica si dividono in due categorie:

  • antinfiammatori steroidei: prevengono la formazione di nuove molecole di acido arachidonico, attraverso l’inibizione dell’enzima fosfolipasi-A2;
  • antinfiammatori non steroidei (FANS): inibiscono l’enzima ciclossigenasi, che trasforma l’acido arachidonico in prostaglandine.

PRINCIPI ATTIVI AD AZIONE ANTINFIAMMATORIA

  • mucillagini: (polisaccaridi complessi), hanno spiccata azione antinfiammatoria; le ritroviamo, tra le altre: nell’altea, nella malva, nella calendula, nel lino e nella piantaggine;
  • saponine: (glucosidi), tra le quali differenziamo le steroidee e le triterpeniche; agiscono a livello del microcircolo, con azione vasocostrittrice, vasoprotettrice ed antinfiammatoria;
  • tannini: hanno funzione astringente a livello cutaneo; ciò causa contrazione dell’epidermide, a formare uno strato protettivo che porta ad una minore sensibilità; li ritroviamo nell’agrimonia, nella alchemilla, nella noce di betel, nel rusco, nell’uva ursina, nella melissa, nella betulla, ecc..;
  • acidi triterpenici: hanno azione lenitiva, rinfrescante, anti-irritante; li ritroviamo, tra le altre, nella liquerizia, nella centella, nell’olivo, nell’uva e nell’olibano;
  • acidi fenolici: (caffeico, ferulico, clorogenico, vanillico, ecc..) sono derivati polifenolici acidi, capaci di inibire l’enzima xantina-ossidasi, e quindi la perossidazione lipidica; inoltre bloccano il radicale ossido nitrico; quindi, in generale, hanno funzione anti-radicali liberi; in particolare si è visto che l’acido caffeico sia in grado di bloccare la sintesi di leucotrieni, mediatori di reazioni allergiche;
  • flavonoidi: hanno forte capacità antiossidante, e sono coinvolti nell’inibizione di enzimi che mediano la sintesi di mediatori pro-infiammazione, come le prostaglandine;
  • lignani: sono derivati fenilpropanici con spiccata attività antibatterica;
  • resveratrolo: derivato stilbenico con funzione antiossidante; lo troviamo nell’uva, nell’arachide e nella bistorta giapponese.

PIANTE CONTENENTI PRINCIPI ATTIVI ANTINFIAMMATORI

  • il TIGLIO, la SENNA e l’OLMO contengono MUCILLAGINI;
  • la NIGELLA, comunemente detta “sesamo nero” contiene alcune sostanze, come il timochinone, che agiscono in senso antinfiammatorio inibendo le ciclossigenasi;
  • stessa funzione della precedente ha la MAGNOLIA, contenente magnololo ed onokiolo;
  • l’Ascophyllum nodosum (alga bruna) contiene fucoidani, con funzione inibente lo sviluppo di mediatori pro-infiammatori; anche l’alga Ecklonia kurome, contenente florotannini, bloccano la lipossigenasi;
  • la CAMOMILLA attraverso il BISABOLOLO inibisce la lipossigenasi e la ciclossigenasi; contiene camazuleni, flavonoidi e mucillagini;
  • la MENTA, grazie ai suoi composti terpenici (mentolo) e polifenolici ha azione anti-infiammatoria (inibisce l’espressione dell’interleuchina-1);
  • anche l’AVENA agisce a livello della cascata arachidonica;
  • la CORDIA contiene sesquiterpeni; ha attività antinfiammatoria ed anti-edematosa;
  • la Lonicera japonica (caprifoglio giapponese) agisce a livello della ciclossigenasi;
  • l’ALOE (Aloe barbadensis) grazie ad enzimi (come la carbossipeptidasi) e glicoproteine (aloctina) inibisce la produzione di mediatori, ossia di prostaglandine e leucotrieni.

I RADICALI LIBERI E GLI ANTIOSSIDANTI

La cute è normalmente esposta a stress di vario tipo; essa possiede dei sistemi di difesta, che tentato di impedire che i radicali liberi ossidino le cellule del corpo; questi sistemi di difesa fisiologici sono di due tipi:

  1. antiossidanti enzimatici: glutatione perossidasi, catalasi, superossido dismutasi, ecc..;
  2. antiossidanti non enzimatici: glutatione, ubichinone (o coenzima Q10), melanine, melatonina, vitamine, acido lipoico, zinco e selenio.

Queste difese fisiologiche possono essere in un certo senso affiancate mediante l’applicazione di preparazioni contenenti: vitamine, flavonoidi, carotenoidi, polifenoli, ecc..

La perossidazione lipidica è un meccanismo secondo il quale dei radicali liberi dell’ossigeno (ROS), con un elettrone in meno, reagiscono con gli acidi grassi insaturi, dando il via a delle reazioni a catena che portano alla perdita di elettroni da parte dei grassi, i quali cercheranno di recuperarli dalle molecole contigue, che possono essere anche proteine e DNA.

Gli Antiossidanti possono operare, pertanto:

  • prevenendo la formazione di radicali liberi;
  • disattivando i radicali liberi già formati;
  • riparari i danni causati dai radicali liberi.

Passiamo ora in rassegna alcuni dei principi attivi dall’attività antiossidante riconosciuta.

PRINCIPI ATTIVI ANTIOSSIDANTI

La VITAMINA E: è la vitamina con maggiore funzione antiossidante; immagazzinata nel tessuto adiposo, nel fegato e nel muscolo, agisce impedendo la perossidazione lipidica di acidi grassi polinsaturi e lipoproteine a bassa densità (LDL). La ritroviamo in molti oli vegetali, soprattutto di frumento, soia, arachide, mais, girasole,.. L’olio più ricco in vitamina E si ricava dai semi germinati del frumento, e pertanto è detto olio di germe di grano.

La VITAMINA C: ha anch’essa funzione antiossidante, ma soprattutto è in grado di rigenerare la vitamina E dopo che questa si è inattivata per neutralizzare i radicali liberi.

GLUTATIONE e COENZIMA Q10 (UBICHINONE): hanno la stessa funzione dei precedenti.

I CAROTENOIDI come il beta-carotene (precursore della vitamina A), la luteina, il licopene (pomodori) e l’astaxantina (crostacei e in un alga) hanno funzione antiossidante.

La VITAMINA A (prodotta dal beta-carotene) ed i suoi analoghi, detti retinoidi, regola la differenziazione degli epiteli mucosi.

I POLIFENOLI sono composti aromatici diffusi nel regno animale; tra questi ricordiamo:

  • acidi fenolici, come il caffeico, il ferulico ed il vanillico, che ritroviamo nel caffè, nel tè, nel pino, nel cembro e nella ferula;
  • acido ellagico, dal castagno, con proprietà cosmetiche schiarenti;
  • il sesamolo, dall’olio di sesamo;
  • i flavonoidi in generale;
  • il resveratrolo, presente nel vino rosso.

Ricordiamo infine i TANNINI, i TERPENI ed i FLAVONOIDI.

LE PIANTE ANTIOSSIDANTI

  • l’EMBLICA agisce in senso antiossidante grazie a diversi tannini in essa presenti;
  • il PINO MARITTIMO possiede flavonoidi ed acidi fenolici, nonché proantocianidine; essa stimola un aumento del glutatione e degli enzimi antiossidanti glutatione perossidasi, superossido-dismutasi e catalasi; inibisce l’ossidazione delle LDL;
  • la SANTOREGGIA contiene terpeni e derivati fenolici come timolo e carvacrolo; protegge sistemi contenenti acido linoleico;
  • l’ERBA CIPOLLINA contiene composti solforati ed enzimi antiossidanti, come la perossidasi;
  • dal frutto dell’ACAI troviamo antocianidine;
  • alla “patata africana” (Hypoxis rooperi) sono state attribuite proprietà immunostimolanti; inoltre, grazie alla presenza di un glicoside, l’ipoxoside ed il rooperolo, ha buona attività antiossidante;
  • dalla CANNELLA (Cynnamomum zeylanicum) otteniamo la cinnamaldeide con funzione antimicrobica ed antifungina, ma anche funzione antiossidante;
  • dal GERANIO (Pelargonium graveolens) otteniamo citronellolo e geraniolo, che agiscono sia in senso antiossidante bloccando la perossidazione lipidica, ma anche inibendo la formazione di radicali di ossigeno;
  • il CARDO MARIANO (Sylibum marianum) grazie ai flavonoidi ed alla silimarina ha buona attività antiossidante;
  • il CAVOLFIORE (Brassica oleracea) contiene flavonoidi ed acidi idrossicinnamici, con attività antiossidante
  • il MIRTILLO contiene derivati flavonoidici;
  • l’EDELWEISS, o Stella Alpina, Leontopodium Alpinum, contiene acidi fenolici ed acido leontopodico;
  • l’ASPALATO contiene il flavonoide aspalatina;
  • l’AILANTO contiene quassinoidi e tannini che inibiscono la xantina-ossidasi;
  • tra le piante OLEAGINOSE, che nella fase insaponificabile contengono agenti antiossidanti, ricordiamo: l’OLIVO, il RISO, la VITE ed il RIBES NERO.
  • Tra le alghe ricordiamo invece: la Dunaliella salina, un alga verde unicellulare che contiene, principalmente, carotenoidi, e l’Haematococcus pluvialis, che contiene un carotenoide noto come astaxantina.

TRICOCOSMESI

Il capello, o più in generale il cuoio capelluto, rappresenta un’importante zona di applicazione cosmetica polivalente, in cui si sommano diverse funzioni: igiene, estetica, ed eutrofica. I capelli sono formati prevalentemente da protine solide (cheratina), ma anche da altre componenti come acqua, lipidi e pigmenti. Diventano bianchi per la perdita dello scambio enzimatico tra tirosina e melanociti. I capelli crescono ad una velocità di circa 1cm al mese (0,3mm al giorno), ed ogni singono capello ha una vita di circa 2-10 anni, suddivise in 3 fasi dette anagen, catagen e telogen.

I follicoli dei capelli possiedono, tra gli altri, recettori per ormoni androgeni, ed enzimi responsabili della loro conversione, come il P-450-aromatasi (che converte il testosterone in estrone, quindi un ormone che causa alopecia in un ormone che invece stimola la crescita del capello) o il 5-alfa-reduttasi (che converte il testosterone in diidrotestosterone DHT, il quale determina una velocizzazione del ciclo vitale del capello). Il primo enzima è maggiore nelle donne, il secondo nell’uomo.

LA SALUTE DEI CAPELLI

I capelli possono essere oggetto di stress, e pertanto è importante ricorre a metodi e prodotti utili a preservare, e se necessario ristabilire, la normale condizione fisiologica degli stessi. A seconda delle necessità del soggetto, esistono diversi principi attivi che permetto di agire sulla chioma mediante diverse vie, tra le quali ricordiamo: seboregolazione, stimolazione dei capillari, antiossidante, antiirritante, antiforfora, condizionante, colorante, ecc…

 

STIMOLANTI CAPILLARI

In questo paragrafo vediamo le piante ed i principi attivi utili alla stimolazione capillare, ovvero alla crescita del capello, elencando schematicamente la specie ed i principali principi contenuti.

  • Ortica: fitosteroli, sali, vitamine, zolfo, glucosidi, ecc.; agisce anche sui follicoli come regolatrice e purificatrice;
  • Caffè, Tè, ecc.: Caffeina;
  • Capsico: capsaicina; anche funzione antiforfora;
  • Lupino: lecitina e fitosteroli; ha anche funzione seboregolatoria;

Infine, ricordiamo: achillea, salvia, timo, rosmarino, ippocastano, nasturzio, ginseng, fieno greco, cotone, liquerizia, tè verde, aloe, ecc.. che, contenendo fitosteroli, acidi organici solforati, flavonoidi ed altri derivati fenolici promuovono la circolazione sanguigna a livello del cuoio capelluto, migliorando di fatto la salute generale dei capelli.

ALOPECIA SEBORROICA

Un’eccessiva produzione di sebo può portare a caduta dei capelli; è il caso dell’alopecia seborroica.  Il sebo in eccesso si accumula nei dotti escretori dei follicoli, occuludendoli ed impedendo una corretta ossigenazione. Col tempo il capello diventa sempre più debole, corto e sottile, fino all’atrofia del follicolo, con caduta dei capelli. Definiamo questa iperproduzione di sebo e suo accumulo seborrea, che può talora evolvere in dermatite seborroica: infiammazione della cute e produzione di squame (forfora). Il sebo è il secreto delle ghiandole sebacee, e consiste in una miscela di lipidi, detriti cellulari, residui di cheratina, con un pH di circa 3,4; il costituente più caratteristico è comunque lo squalene, un idrocarburo insaturo precursone di steroidi e triterpeni. Il ruolo fisiologico del sebo è quello di concorrere alla formazione di un film idrolipidico che protegga e mantenga morbida ed idratata la cute.

SEBOREGOLATRICI

Elenchiamo ora le piante ed i loro principi attivi con funzione seboregolatrice.

  • BARDANA: fitosteroli, tannini ed acidi fenolici;
  • EDERA e CHINA; inoltre fungono da inscurenti la chioma;
  • SALVIA CINESE: diterpeni (tanshinoni) e derivati dell’acido caffeico

 

ALOPECIA ANDROGENETICA

E’ la tipologia di alopecia più diffusa, specialmente nell’uomo, ed è dovuta all’eccessiva attività dell’enzima 5-alfa-reduttasi, che converte il testosterone in diidrotestosterone. Ciò comporta un accorciamento della vita del capello, e talora seborrea e produzione di forfora.

TRATTAMENTO DI ALOPECIA ANDROGENETICA

  • SERENOA: fitosteroli, flavonoidi, acidi fenolici;
  • CUSCUTA;
  • RAMIE’: pianta giapponese, azione inibente la 5-alfa-reduttasi per opera di acidi grassi polinsaturi (linoleico ed alfa-linoleico);
  • MYRICA RUBRA e LIGODIO: vari composti fenolici ed acidi grassi;
  • PEPE NERO: cubebina (lignano) e piperina (alcaloide); utili anche per prevenire un prematuro ingrigimento dei capelli;
  • il LUPPOLO contiene FITOESTROGENI (prenil-naringenina); si è visto che questi sono in grado di restringere l’area delle ghiandole sebacee, e di stimolare la crescita del capello;

SOSTANZE A FUNZIONE ANTIIRRITANTE

  • CAMOMILLA;
  • LIQUERIZIA, TE’ VERDE, ED ALOE VERA, in associazione con acido nicotinico (vitamina PP), tocoferolo e pantenolo;
  • PANTENOLO: è una forma ridotta dell’acido pantotenoico (vitamina B5); ha funzione idratante, emoliente e lenitiva;
  • NICOTINAMIDE: derivato dell’acido nicotinico; funzione antiossidante, seboregolatrice, aumenta l’idratazione e stimola la crescita del capello attraverso un aumento della sintesi di cheratina.

LA FORFORA

La “forfora” è una patologia macroscopicamente caratterizzata dalla produzione di squame bianche e secche alla base del capello; spesso è associata a dermatite seborroica, ed è dovuta ad una scorretta eliminazione dei corneociti morti.

SOSTANZE ATTIVE CONTRO LA FORFORA

  • BETULLA: tannini, funzione astringente;
  • MIRICA GIALLA: terpeni, flavonoidi e tannini;
  • IGNAME: saponine, regolazione sebacea;
  • MELALEUCA: flavonoidi e catechine;
  • SALICE e MANUKA: polifenoli, flavonoidi, acido salicilico;

SOSTANZE AD AZIONE ANTIOSSIDANTE (PROTEZIONE e RIGENERAZIONE)

  • Myrica rubra (protezione UV)
  • Ligodio (protezione UV)
  • Cartamo;
  • Tè verde;
  • Rosmarino;

SOSTANZE AD AZIONE CONDIZIONANTE

Rientrano in questa categoria quelle sostanze in grado di espletare la normale funzione del sebo, quindi quella di creare un film protettivo. Tra queste ricordiamo principalmente polisaccaridi. Altri principi (e piante che li contengono) sono:

  • GALATTOMANNANI: senna e Cyamopsis tetragonolobus (gomma guar);
  • il TIGLIO contiene, tra gli altri, polisaccaridi, amminoacidi, fitosteroli, cumarine ed acidi fenolici.

COLORANTI PER CAPELLI E FITOESTRATTI

Gli estratti vegetali sono adoperati anche nei trattamenti coloranti dei capelli, sia come agenti primari, sia come prodotti d’ausilio, quindi con funzione protettiva, nutriente, ecc..

Passiamo in rassegna le principali piante/sostanze impiegate nei trattamenti coloranti dei capelli.

  • LITCHI, colora, protegge e rende più luminosa la chioma;
  • dalla CURCUMA otteniamo la CURCUMINA, un colorante giallo con funzione antiossidante ed antiinfiammatoria;
  • dall’ORCINOLO otteniamo l’ORCEINA, di colore rosso-bruno;
  • l’INDACO è ottenibile da diverse piante, come l’europea guado, e l’isatina, derivata dalla sua ossidazione fornisce il colore “henné nero”;
  • la pianta dell’HENNE’ (Lawsonia inermis) contiene lawsone, che conferisce colorazioni arancioni con sfumature rosso-mogano al capello; è sicura ed atossica, ed è adoperabile come scurente anche di ciglia e sopracciglia;
  • la GALLA ricaviamo un colorante nero;

LIPIDI VEGETALI E CAPELLI

Nella tricocosmesi trovano rilevante impiego anche oli; essi rivestono un importante ruolo ammorbitente, nutriente e rigenerante. Dopo un lavaggio infatti, la normale frazione lipidica dei capelli viene alterata; il capello risulta indebolito, più fragile. Applicando oli sarà possibile ridare al capello il suo aspetto originale e non solo. Di seguito un rapido elenco di alcune piante dalle quali si estraggono oli utili per preservare la salute del capello:

 

BORRAGINE INCA INCHI MARULA
GIRASOLE SESAMO TAMANU
VINACCIOLI RIBES NERO CRUSCA DI RISO
JOJOBA    

PROTEINE VEGETALI E CAPELLI

Anche le proteine risultano utili nei confronti dei capelli.

Le proteine della SOIA e del FRUMENTO sono adoperate prevalentemente come condizionanti. Dall’AVENA otteniamo glutammina ed acido glutammico, in grado di stimolare la sintesi di quelle proteine fondamentali alla protezione e ristrutturazione della pelle.

I CONSERVANTI NATURALI

Oli essenziali ed estratti naturali vengono comunemente impiegati come conservanti, grazie alle loro proprietà antibatteriche/antimicrobiche; tuttavia non sempre sono note le proprietà tossicologiche dei prodotti adoperati. In ogni caso, l’utilizzo di conservanti naturali anziché sintetici riduce sensibilmente il rischio di fenomeni avversi.

Sono più di 50 i conservanti per cosmetici riconosciuti dalle regolamentazioni europee; questi sono applicati soprattutto su prodotti acquosi e/o proteici, i quali per le loro caratteristiche possono favorire lo sviluppo di microrganismi.

Il conservante non serve unicamente alla “conservazione” del prodotto, ma anche ad evitare una sua contaminazione durante la sua preparazione.

Talora è possibile utilizzare un conservante a concentrazioni inferiori, affiancato però da principi in grado di rinforzare la sua attività.

Molti di questi conservanti derivano da meccanismi di difesa autonomi di alcune piante che, per proteggersi da agenti dannosi, hanno sviluppato l’abilità di produrre tali sostanze.

Ora passiamo in rassegna alcuni dei più comuni conservanti naturali, descrivendone applicazioni e funzionalità.

ACIDO CUMARICO* ACIDO ROSMARINICO* ACIDO ANISICO*
ACIDO 3,5-DIMETOSSIBENZOICO* FENILETANOLO* CINNAMALDEIDE + K SORBATO
ACIDO PERILLICO SODIO FITATO ACIDO USNICO**

* impiegati principalmente contro batteri e funghi; non sono tossici sulla pelle, e possono essere impiegati simultaneamente;

** possiede attività simil-antibiotica con spettro d’azione antibatterico molto ampio.

Ora invece elenchiamo le piante (o preparazioni) contenenti principi attivi con funzione preservante.

  • Miscele di oli essenziali di CAMOMILLA, DAVANA, GALBANO e CANFORA DEL VIETNAM hanno spiccata funzione antibatterica;
  • il COLEUS FORSKOHLII, pianta orientale;
  • SOFORA CINESE, contiene principalmente flavoni;
  • CAPRIFOGLIO GIAPPONESE (saponine, tannini, inositolo ed acido salicilico);
  • oli essenziali di BACCUSA (citrale);
  • olio di MANUKA;
  • l’olio dell'”albero del tè” (Malaleuca alternifolia), associato all’olio di Manuka;
  • olio di GALANGA (acido cinnamico);
  • olio di KALAMINTA;
  • olio di GINEPRO ed olio di TIMO;
  • olio di CITRONELLA;
  • olio di ALOE;

Tra le altre ricordiamo: origano, alcune varietà di menta, zenzero, noce moscata, cannella, rosmarino e chiodi di garofano. Tra i principi attivi antibatterici principali, come è possibile notare, abbiamo sostanze di natura fenolica o terpenica.

PRINCIPI ATTIVI AD AZIONE ASTRINGENTE, DEODORANTE, DERMOPURIFICANTE

La funzione astringente, deodorante e dermopurificante è esplicata da quei preparati cosmetici detti “deodoranti personali”.

Il sudore è un liquido ipotonico costituito principalmente da sali minerali, secreto dalle ghiandole sudoripare mediante un processo detto sudorazione. Normalmente, appena secreto, il sudore non emana cattivi odori, finché non subisce modificazioni entrando in contatto con sostanze presenti all’esterno.

La funzione astringente è principalmente imputata ai tannini; la funzione astringente si completa con vasocostrizione, riduzione della permeabilità cellulare, diminuzione dell’attività delle ghiandole/cellule secretorie. In virtù di questo, sono utili anche come antiinfiammatori proprio poiché causando questi effetti esplicano anche una funzione protettiva. Tra le piante contenenti tannini più utilizzate abbiamo la rosa canina, il rusco, la ratania e la betulla.

La funzione seboregolatrice è svolta da principi attivi come saponine e composti steroidei, con funzione estrogeno-simile. Elenchiamo ora le principali piante con principi attivi a funzione seboregolatrice:

  • IGNAME;
  • TRIBOLO;
  • semi di ALBICOCCA;
  • alcune componenti della droga del PEPE NERO;
  • LUPPOLO;
  • ELICRISO;
  • BARDANA;

Per funzione assorbente intendiamo invece la pure funzione “assorbente fisica”, ossia quella di ritenere talune sostanze, ed impedirne perdita e degradazione. Esplicano questa funzione, per esempio, talco e silice. Quest’ultimo lo ritroviamo in particolare nel BAMBU’, e viene impiegato per preparare il cosiddetto TALCO LIQUIDO.

I FITOESTROGENI

I fitoestrogeni hanno notevole interesse anche in cosmetica, in virtù delle loro capacità di agire sui recettori estrogenici, e quindi di svolgere azioni estrogeno-simili oppure estrogeno-antagoniste. Ciò è reso possibile dalla somiglianza tra la loro struttura e quella degli estrogeni “naturali”. In ogni caso, la loro attività risulta inferiore a quella degli estrogeni fisiologici, anche di 1000 o più volte.

Ora vediamo i principali estrogeni e la loro fonte primaria:

  • isoflavoni: principalmente nei legumi;
  • terpenoidi: tra cui triterpenoidi come le saponine steroidee e triterpeniche, ed i fitosteroli (con marcato potere antiinfiammatorio, questo poiché hanno una struttura simile al corticosterone ed all’idrocortisone);
  • lignani: principalmente da alcuni cereali, verdura ed olio d’oliva;
  • cumestani: dai germogli di soia;
  • prenil-flavonoidi: considerati i fitoestrogeni più potenti (come la prenil-naringenina dal luppolo);
  • lattoni dell’acido resorcilico: meno potenti, quindi meno ricercati;
  • gli acidi boswellici inibiscono un noto enzima infiammatorio, la 5-lipossigenasi, ed inibisce l’elastasi, che degrada l’elastina.

I FIBROBLASTI

I fibroblasti sono le cellule del derma deputate alla sintesi di collagene, elastina e glicosamminoglicani (come acido ialuronico).

FITOESTROGENI E FIBROBLASTI

Il principale ruolo dei fitoestrogeni è quello di stimolare la sintesi di collagene e acido ialuronico da parte dei fibroblasti; con l’età infatti, l’abbassamento della concentrazione di estrogeni porta ad un assottigliamento della cute, ed alla formazione di rughe. Anche il numero di fibroblasti con l’età tende a diminuire. Inoltre, alcuni fitoestrogeni sono in grado di ridurre l’area delle ghiandole sebacee, nonché attenuare situazioni di rossore dovuto ad infiammazioni leggere. Attualmente in cosmesi vengono adoperati estrogeni di origine vegetale, mentre è vietato l’impiego di estrogeni sintetici. Tra i vari finestrogeni interagenti con i fibroblasti, ricordiamo:

  • la genisteina, che inibisce la tirosin-chinasi e stimola la produzione di collagene; si è visto che un trattamento con genisteina per 2-3 mesi può aumentare sensibilmente lo spessore cutaneo; inoltre stimola la lipolisi ed inibisce la fosfodiesterasi e la proliferazione di adipociti;
  • dalla PUERARIA LOBATA otteniamo ISOFLAVONI (puerarina) che stimolano la produzione di proteine del derma;
  • ISOFLAVONI e SAPONINE STEROIDEE li troviamo tra gli altri nell’ASTRAGALO;
  • il MELOGRANO contiene ISOFLAVONI e beta-sitosterolo;
  • il LUPPOLO contiene prenil-naringenina;
  • altri fitoestrogeni sono ricavabili dalla KIGELIA, dalla SALSAPARIGLIA, dal MELILOTO, dall’AVENA e dal FIENO GRECO.

IDRATAZIONE DELLA PELLE

E’ importante mantenere la pelle idratata, per renderla migliore non solo da un punto di vista estetico, ma anche funzionale, in quanto una pelle idratata è più morbida e permeabile. L’idratazione della pelle è resa possibile da fattori idrosolubili (come zuccheri, urea, amminoacidi, ecc..) e da fattori liposolubili (steroli, fosfolipidi, ecc..), che tendono a trattenere l’umidità. Questi fattori formano un complesso che prende il nome di NMF (normal moisturazing factor), che consiste in un sottile film idrolipidico protettivo. Da quanto affermato emerge la grande importanza che ha il mantenere la pelle sempre ben idratata. Ora vediamo le principali sostanze idratanti (spesso definite “emollienti”, “ammorbidenti”, ecc..).

  • Le MUCILLAGINI sono sostanze polimeriche che sciolte in acqua formano un film sottile volto a trattenere acqua; le si ricavano principalmente dalla MALVA, dall’ALOE, dall’ALTEA, dalla CALENDULA, dell’EDELWEISS, dalla CAMOMILLA, dalla PIANTAGGINE, dal TIGLIO, dalla SENNA e dall’OLMO;
  • anche le PECTINE ed alcune GOMME NATURALI svolgono il ruolo protettivo delle mucillagini; queste si ricavano per esempio dalla pianta GUAR; il FICO per esempio contiene PECTINE, zuccheri ed acido malico;
  • il FIENO GRECO contiene albumine, amminoacidi, proteine, glucidi, ecc..;
  • il LUPINO fornisce sostanze fosfolipidiche;
  • infine ricordiamo alcune ALGHE e piante, come: il TAMARINDO, la VIOLA DEL PENSIERO, il CAFFE’, lo ZAFFERANO, l’ENOTERA, ed il LARICE SIBERIANO.

Per concludere, possiamo affermare che, sono definite sostanze “idratanti” quei principi (o più in generale le piante dai quali derivano) in grado di promuovere la sintesi di collagene e di acido ialuronico.

Anche oli possono svolgere funzione idratante; alcuni di questi li ricaviamo dalla JOJOBA, dal KARITE’, dalla BORRAGINE, dalle MANDORLE e dal GERME DI GRANO; principalmente questi integrano la funzione lipidica.

L’ESPOSIZIONE AI RAGGI UV

Tra le varie radiazioni elettromagnetiche solari, quella UV (ultravioletta) è senza dubbio quella più dannosa nei confronti del nostro corpo, in grado di portare a conseguenze transitorie oppure croniche, più o meno gravi. La protezione da questa (ed altre) radiazioni è garantita principalmente dalla melanina, un pigmento sintetizzato dai melanociti, secondo una reazione catalizzata dall’enzima tirosinasi, che attacca l’amminoacido tirosina. L’esposizione ai raggi UV tende a stimolare la produzione di questo pigmento. Un’altra sostanza che concorre alla protezione della pelle è l’acido urocanico, scoperto nel sudore, ottenuto dalla degradazione di un altro amminoacido: l’istidina.

I raggi UV possono essere emessi in tre frequenze, e per questo li distinguiamo in UV-A, UV-B ed UV-C. Tra questi i più dannosi sono gli UV-A, in grado di portare a tumori ed invecchiamento cutaneo, mentre gli UV-B solitamente, soprattutto d’estate, causano eritemi solari.

L’ERITEMA SOLARE

Dovuto all’espisizione eccessiva/prolungata ai raggi solari, l’eritema solare si manifesta con arrossamento cutaneo, simile ad una bruciatura, dovuto all’infiammazione congestiva delle piccole arterie e dei capillari. Al fine di evitere questa condizione flogistica è utile applicare delle protezioni.

La sigla SPF sta per “Solar Protection Factor” ed indica il grado di protezione nei confronti delle radiazioni UV garantito dal prodotto cosmetico. E’ calcolato in base al tempo che impiega un eritema a formarsi su una pelle protetta rispetto ad una non protetta. Maggiore è il tempo, maggiore sarà la protezione. Esiste una scala che classifica le varie formulazioni protettive in base alla loro forza: bassa protezione (6-10), media (15-25), alta (30-50) e molto alta (oltre 50). Questi prodotti sono detti protettivi solari e si distinguono in: filtri UV organici e filtri UV inorganici. Inoltre possiamo distinguere i “filtri verdi” ossia sostanze derivate da piante vegetali, in grado di fornire protezione nei confronti della radiazione ultravioletta.

I “FILTRI VERDI”

  • gli ANTRACHINONI hanno dimostrato un certo assorbimento della radiazione ultravioletta; li ritroviamo nell’ALOE, nella FRANGOLA, nella CASCARA;
  • i CAROTENOIDI fanno parte di quei pigmenti adoperati dalle piante per assorbire la radiazione solare;
  • il LICOPENE, che troviamo nel pomodoro, ha funzione anti-radicali liberi;
  • la LUTEINA, una xantofilla derivata da foglie di diverse piante ha funzione protettiva ed anti-radicali liberi;
  • gli ACIDI FENOLICI hanno dimostrato una buona attività protettiva;
  • dalla YUCCA otteniamo resveratrolo e saponine steroidee;
  • dalla GALANGA l’etil-metossicinnamato ed il dibenzoilmetano;
  • la PROPOLI contiene flavonoidi;
  • anche dalla KIGELIA otteniamo flavonoidi;
  • dalla soia ricaviamo alcuni isoflavoni;
  • anche i POLISACCARIDI possiedono una certa funzione anti-UV, e li ricaviamo dalla SENNA, dal TIGLIO, e dall’OLMO.

L’olio di OLIVELLO SPINOSO permette di ridurre l’irritazione dovuta all’esposizione ai raggi UV. Infine, ricordiamo alcune piante con principi attivi classificabili come “filtri attivi”, più o meno forti: il riso (Oryza sativa), l’oliva, il sesamo, il frumento, il cotone, la Porphyra umbilicalis e la Dunaliella salina.

LE PIANTE STIMOLANTI E RIGENERANTI LA CUTE

Molte piante contengono principi attivi utili a stimolare il corretto metabolismo cutaneo nonché riattivare la circolazione, ed inibire la degradazione del collagene, dell’elastina e dell’acido ialuronico.

  • I GINSENOSIDI (saponine steroidee) che ritroviamo nel ginseng agiscono come riattivanti e protettori;
  • FLAVONOIDI e TERPENOIDI stimolano la rigenerazione cellulare, e inibiscono la degradazione del collagene e dell’acido ialuronico (Ginkgo biloba);
  • POLISACCARIDI, FITOSTEROLI, GLUCOSIDI sono contenuti tra l’altro nel gel di aloe;
  • FLAVOLIGNANI;
  • LATTONI SESQUITERPENI;
  • TANNINI;
  • ACIDO URSOLICO;
  • ESCULINA e FRAXINA

 

GINSENOSIDI FLAVONOIDI TERPENOIDI
POLISACCARIDI FITOSTEROLI GLUCOSIDI
FLAVOLIGNANI LATTONI SESQUITERPENI TANNINI
ACIDO URSOLICO ESCULINA FRAXINA
ESCINA ACIDO LINOLEICO EMODINA
RESVERATROLO CURCUMINA ALCHILAMIDI

 

LE MATRICE METALLOPROTEINASI (MMP)

Le MMP sono un insieme di enzimi in grado di degradare complessivamente tutte le componenti della sostanza intercellulare della giuzione dermo-epidermica; sotto d’effetto di radiazioni la loro attività aumenta notevolmente. La loro inattivazione è pertanto utile sotto un punto di vista della salute della pelle. Vediamo ora quali principali sostanze sono in grado di inibire le MMP.

FLAVONOIDI ACIDI ORGANICI POLIFENOLI
DERIVATI STILBENICI (RESVERATROLO) MAGNOLOLO ALCALOIDI PURINICI
ACIDO CLOROGENICO FUCOIDANI FENOLO-DERIVATI
ACIDO URSOLICO ACIDO OLEANOLICO  

Alcune sostanze invece potenziano la matrice; tra queste: glucosaminoglicani (GAG), polifenoli, saponine e canferolo.

GLI SCHIARENTI CUTANEI

Vengono adoperati per attenuare disomogeneità di colore (di vario tipo e dovute a varie cause) o per scurire pelli ricche di pigmento. Esistono varie tipologie di agenti schiarenti, che operano diversamente:

  • inibitori dell’enzima TIROSINASI: arbutina, idrochinone, acido kojico, acido glicirrizico,ecc..;
  • denaturanti delle cellule pigmentarie, che agiscono riducendo il tasso di melanina, come l’ACIDO ASCORBICO, o l’ACIDO AZELAICO possono causare un incremento della fotosensibilità;
  • esfolianti cutanei, rinnovano la cute facilitando l’eliminazione di cellule morte: (alfa-idrossiacidi) acido lattico e suoi sali, acido glicolico, acido malico, ecc..;

Ricordiamo, per completezza: LIGNANI, l’acido ferulico (dalla ferula), l’acido ellagico, acidi grassi insaturi come il linoleico e oleico, acido carnosico, acido glicirrizico, diidro-quercetina, arbutina (dall’aloe), fitoene in associazione con fitofluene.

 

LIPIDI VEGETALI IN COSMESI

I principali tipi di lipidi adoperati in cosmesi sono oli, grassi, burri, e cere. Gli OLI sono per lo più trigliceridi, e fluidi a temperatura ambiente. GRASSI e BURRI sono più consistenti, e fondono solitamente prima dei 50°; sono costituiti da trigliceridi di acidi grassi saturi. Le CERE sono solide, e formate da esteri di acidi grassi ed alcoli grassi superiori.

Gli oli ed i grassi possono andare incontro ad irrancidimento, ossia ossidazione delle insaturazioni a formare composti più corti. Questo processo può essere prevenuto da sostanze che preservano il grasso, come chelanti ed antiossidanti, tra i quali ricordiamo: BHT (butilidrossitoluene), BHA (butilidrossianisolo) ed EDTA (acido etilendiamminotetraacetico); sono utili anche derivati naturali come l’acido gallico, l’acido ascorbico e l’alfa-tocoferolo.

 

GLI OLI TRADIZIONALI

Gli oli possiedono una frazione definita frazione insaponificabile, contenente sostanze particolarmente preziose, come vitamine, steroli, idrocarburi (squalene), ecc..; la frazione insaponificabile è definita come la frazione non triglicerica di un olio, che risulta insolubile nella soluzione alcalina dopo saponificazione, senza nemmeno subire modifiche chimiche.

Elenchiamo ora alcune piante particolarmente ricche di oli preziosi, come acidi grassi polinsaturi (PUFA), ma anche di altre sostanze:

  • BORRAGINE, ENOTERA E CANAPA: fonti importanti di acidi grassi polinsaturi;
  • SOIA: contiene isoflavoni e fitosteroli;
  • dalla JOJOBA otteniamo una cera, poiche troviamo esteri anziché trigliceridi;
  • dal KARITE’ otteniamo un burro;
  • la NOCE fornisce ottimi oli mono- e poliinsaturi, nonché fitosteroli;
  • l’ARGAN fornisce principalmente acido oleico e linoleico;
  • dal CACAO un burro resistente, difficilmente ossidante;
  • MANDORLO: nutriente, emolliente, lenitivo, ecc..

 

GLI OLI ESOTICI

  • MARULA: acidi grassi polinsaturi e sostanze di natura fenolica; funzione antiossidante;
  • olio di TAMANU: polifenoli, antinfiammatorio e rigenerante dermico;
  • olio di BABASSU: multifunzionale;
  • olio di INCA INCHI: è l’olio più ricco di omega-3;

 

GLI ACIDI GRASSI ESSENZIALI (EFA)

Gli acidi grassi polinsaturi sono quegli acidi grassi con 2 o più insaturazioni; essi sono liquidi a temperatura ambiente, ma instabili al calore ed all’ossidazione. Tra i PUFA, alcuni hanno una notevole importanza fisiologica, e sono pertanto denominati EFA: Essential Fatty Acids. Tra questi ricordiamo gli omega-3 e gli omega-6.

Tra gli EFA più importanti sotto un punto di vista cosmetico abbiamo l’acido linoleico (ottenibile facilmente da diverse piante) e l’acido linolenico (reperibile in poche piante).

Carenza di EFA può portare a disturbi, anche cutanei, come: cute squamosa, ipertrofia delle ghiandole sebacee, indebolimento dei capillari cutanei, assottigliamento della pelle, scolorimento e perdita dei capelli, predisposizione verso eczema topico, acne e psoriasi.

Tutte queste condizioni “patologiche” derivano dal fatto che gli EFA hanno un’importante funzione ammorbidente, che i grassi saturi invece non esplicano. In particolare il linoleico, il linolenico, e l’arachidonico hanno proprietà trofiche specifiche verso la cute.