guanfacina

Agonisti del Recettore α2-Adrenergico (Antipertensivi)


AGONISTI DEL RECETTORE α2-ADRENERGICO (ANTIPERTENSIVI)

 

INTRODUZIONE

I farmaci principali appartenenti a questa classe sono la clonidina, l’alfa-metildopa, la guanfacina ed il guanabenz.

 

CLONIDINA

FARMACODINAMICA

La clonidina agisce principalmente sui recettori alfa2-adrenergici postsinaptici (deputati al controllo vasomotorio), con conseguente inibizione dell’attività simpatica efferente a livello periferico, ed aumento di quella vagale, con effetto bradicardico (riduzione della frequenza cardiaca).

L’inibizione del rilascio di noradrenalina sembra essere dovuta all’azione di questo farmaco su recettori pre-sinaptici.

La clonidina, e più in generale gli agonisti dei recettori alfa2-adrenergici, causano una riduzione della produzione di renina, l’inibizione del rilascio dell’ormone antidiuretico, una diminuzione delle catecolamine, un aumento delle prostaglandine.

 

Pertanto, dopo somministrazione di clonidina avremo: riduzione della frequenza cardiaca, riduzione della gittata sistolica, effetto antipertensivo, diminuzione delle resistenze periferiche, riduzione della liberazione di renina, riduzione delle catecolamine ed aumento delle prostaglandine, inibizione del rilascio di vasopressina, ecc..

 

Altri effetti della CLONIDINA

La clonidina ed i suoi derivati hanno mostrato anche effetto analgesico, possono ridurre la pressione intraoculare e sono in grado di ridurre i sintomi della sindrome da astinenza da sostanze da abuso.

 

FARMACOCINETICA

Mostra ottimo assorbimento orale. L’eliminazione è per il 50% metabolica e per il 50% urinaria.

 

INDICAZIONI TERAPEUTICHE

La clonidina è utilizzata principalmente come antipertensivo, soprattutto nelle forme lievi o moderate. Tuttavia, poiché causa ritenzione idrosalina, è spesso somministrata in associazione a diuretici tiazidici, come il clortalidone. Può essere utilizzata anche nelle emergenze ipertensive, somministandola per infusione endovenosa lenta.

Inoltre è utilizzata:

  • nelle crisi di astinenza da oppoidi;
  • emicranie e cefalee a scopo sia preventivo che curativo;
  • nel glaucoma;
  • vampate di calore in menopausa.

 

N.B.: la somministrazione endovenosa lenta è necessaria poiché l’introduzione rapida di farmaci appartenenti a questa classe può causare un brusco innalzamento della pressione arteriosa, dovuto ad una stimolazione dei recettori alfa1 ed alfa2 adrenergici post-sinaptici periferici.

 

TOSSICITA’ ED INTERAZIONI FARMACOLOGICHE

La clonidina può causare:

  • sedazione e sonnolenza
  • impotenza maschile
  • secchezza delle fauci
  • ritenzione idrica (se non vengono somministrati diuretici)
  • insonnia, ansietà, depressione
  • rush cutanei.

 

La somministrazione centrale di un alfa2 antagonista o di un antidepressivo triciclico sopprime l’effetto della clonidina.

 

 

α-METILDOPA

FARMACODINAMICA

Esistono diverse ipotesi che sarebbero in grado di spiegare i meccanismi alla base dell’attività antipertensiva di questo farmaco. L’alfa-metildopa viene trasformata in alfa-metilnoradrenalina dall’enzima dopamina-beta-idrossilasi. Secondo l’ipotesi più accreditata, l’alfa-metilnoradrenalina stimolerebbe i recettori alfa2 adrenergici centrali, causando una riduzione del tono simpatico; inoltre questa, metabolizzata più lentamente della noradrenalina, avrebbe durata d’effetto maggiore.

 

L’alfa-metildopa è un potente alfa2 agonista; come la clonidina, causa:

  • riduzione del rilascio di renina;
  • riduzione delle resistenze periferiche;
  • riduzione della noradrenalina plasmatica.

Tuttavia, a differenza della clonidina, ha scarsi effetti sulla riduzione della frequenza e della gittata cardiaca.

 

FARMACOCINETICA

L’assorbimento orale è incompleto (25%), e va incontro per 2/3 ad eliminazione renale, mentre 1/3 è eliminato per via metabolica. Se somministrata la sera si riduce il rischio di ipotensione ortostatica.

 

TOSSICITA’

  • Sedazione, cefalea e vertigini;
  • ipotensione posturale;
  • secchezza delle fauci;
  • iperprolattinemia, ginecomastia, impotenza maschile;
  • più raramente: anemia emostatica, trombocitopenia, leucopenia.

 

USO TERAPEUTICO

Può essere prescritta per qualunque tipologia di ipertensione, associata a diuretici.

Viene utilizzato prevalentemente in caso di gravidanza, poiché sembrerebbe non avere effetto teratogeno. Altrimenti il suo utilizzo è limitato dai potenziali effetti indesiderati.

 

GUANFACINA e GUANABENZ

Presentano rispetto ai due farmaci precedentemente descritti minor rischio di ipertensione di rimbalso dovuta alla sospensione del farmaco.