Acido Acetilsalicilico


ASPIRINA – ACIDO ACETILSALICILICO

L’aspirina (acido acetilsalicilico) è un inibitore irreversibile della COX-1 e della COX-2 (tuttavia inibisce molto più marcatamente la COX-1).

FARMACODINAMICA

L’aspirina agisce acetilando le porzioni Ser529 della COX-1 e Ser516 della COX-2, ostacolando l’accesso dell’acido arachidonico nel sito catalitico.

Ha azione analgesica, antiinfiammatoria, antipiretica ed antiaggregante piastrinica. Le prime 3 azioni hanno una durata di alcune ore, mentre l’azione antiaggregante piastrinica dura per tutta la vita della piastrina (10 giorni) poiché, essendo queste cellule sprovviste di nucleo, non sono in grado di sintetizzare nuova COX.

  • Azione Analgesica: è efficace per dolori di lieve/moderata intensità; utile nel dolore post-operatorio e da infiammazione, ma non nel dolore viscerale. Utile per cefalee, mialgie, artralgie e dolori superficiali.

  • Azione Antiinfiammatoria: allevia i disturbi ma non arresta il progresso della lesione patologica.

  • Azione Antipiretica: non modifica la temperatura corporea, né a riposo né con esercizio fisico o alta temperatura ambientale.

  • Azione Antiaggregante Piastrinica: bloccando la COX-1 ha un forte effetto antiaggregante piastrinico dovuto all’inibizione della sintesi di trombossano nel trombocita; prolunga pertanto il tempo di emorragia.

TOSSICITA’

  • Danni Gastrointestinali: Aspirina e FANS in generale possono causare lesioni, ulcerazioni, perforazioni e sanguinamento, a causa dell’inibizione della sintesi di prostaglandine ed inibizione dell’aggregazione piastrinica.

  • Epatotossicità: i salicilati, che si ottengono dal metabolismo dell’acido acetilsalicilico possono provocare danni epatici, con: aumento delle transaminasi, epatomegalia e talora ittero, ed altre epatopatie; è sconsigliato l’utilizzo di aspirina sotto i 16 anni d’età.

  • Danni Renali: l’aspirina provoca ritenzione di Na+ ed acqua (ricordiamo che le prostaglandine causano diuresi, natriuresi e kaliuresi); pertanto, in caso di insufficienza cardiaca o di ipovolemia, i salicilati possono causare riduzione del flusso ematico renale, e di conseguenza insufficienza renale acuta.

  • Gravidanza: riduce la contrattilità uterina e prolunga la gestazione.

  • Bronchi: l’eccessivo aumento di leucotrieni dovuto all’inibizione delle COX può causare broncospasmo nei soggetti asmatici (i leucotrieni sono broncocostrittori, le prostaglandine sono broncodilatatrici).

  • Intossicazione Cronica: si può arrivare al “salicilismo“, una lieve intossicazione cronica causata da cefalea, barcollamento, nausea e vomito, oppure ad un’intossicazione più grave, con disequilibrio acido-base, convulsioni, febbre elevata, disidratazione e coma.

  • Intossicazione Acuta: si ha depressione e coma. Seguono collasso cardiovascolare, insufficienza respiratoria, convulsioni. La morte è solitamente dovuta ad insufficienza respiratoria.

*La dose letale è, in genere, dai 10g in su.

FARMACOCINETICA

Buon assorbimento per via orale; l’assorbimento avviene nello stomaco e nella parte superiore del tenue. L’assorbimento orale determina forte concentrazione di salicilato nella mucosa gastrica.

L’emivita è di 15-20min, ma nelle piastrine, come già detto, l’effetto dura sino alla morte della cellula.

I salicilati sono escreti nelle urine come: 1) salicilati; 2) acido salicilurico (dopo coniugazione con glicina); 3)glucoronidi salicilici fenolico o acilico(dopo coniugazione con acido glucuronico).

USI TERAPEUTICI

  1. Analgesico in caso di cefalea, artrite, dismenorrea, nevralgia e mialgia.

  2. Trattamento e profilassi di patologie caratterizzate da iperaggregabilità piastrinica (CardioAspirina).

Per affezioni infiammatorie muscolo-scheletriche si preferisce utilizzare altri FANS, meno gastrolesivi. Per l’effetto antipiretico è migliore il paracetamolo.